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ManB – Album

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settembre 20, 2017

sounds

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novembre 7, 2014

pictures

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particle decelerator

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novembre 7, 2014

Video Album “particle decelerator”

Introduzione di Michele Lambo

E’ noto che il linguaggio artistico nelle varie epoche si è servito degli strumenti che gli ha offerto la contemporaneità e, nel cosiddetto secolo breve, alle tradizionali forme d’arte quali la pittura, la scultura, la poesia etc.. si sono aggiunte nuove espressioni che vanno dalla performance, agli events, alle istallazioni per finire all’utilizzo del video o del computer.
Ermanno, per sua natura e per scelta cerca sempre di allargare le proprie possibilità d’azione, utilizzando i nuovi mezzi, per esplorare territori sconosciuti. Le immagini dei video si ispirano a momenti della vita familiare, talvolta alla banalità di un tragitto in treno, o addirittura a una vacanza e sono girate, non a caso in 8 mm.
Ermanno non crea le immagini ma le evoca dal suo passato prossimo o lontano, non fa pratica di nostalgia, è consapevole del suo presente, non subisce l’inganno attuato dalla ragione che invita a percorrere strade tortuose ,naturali scappatoie razionalizzatrici .Egli cerca un collegamento ideale tra ciò che è stato con ciò che è mentre, utilizzando sapientemente il video, ripercorre la strada del suo vissuto, compiacendosi di mostrare la necessità di un punto di partenza fisso e indubitabile, il valore della memoria; per conoscersi in profondità, andando direttamente alla radice e al senso dell’esistere.
Da qui deriva il particolare fascino dei video di Ermanno nel captare, riprodurre e tradurre, attraverso la cinepresa, immagini create dalla mente, come a rivivere un sogno, che svelano il mistero che sta all’origine del mondo subcosciente. I dati del nostro essere profondo hanno una struttura propria che viene identificata come linguaggio; è il bagaglio pesante dell’incoscio simile a  un vecchio cartiglio da decifrare. Impossibile decodificare questo linguaggio con i modelli della logica razionale senza affidarsi all’arte.
La visione si estende all’ascolto. Si, perché è impossibile separare le immagini dal suono che le assiste, nell’esecuzione perfetta di una esigenza espressiva che può certamente configurarsi sinestetica. La musica racconta mentre le immagini suonano.
Ogni artista, ha scritto Andrè Breton, deve prendere da solo la ricerca del vello d’oro.

Michele Lambo

 

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novembre 6, 2014